Bacco in Toscana

Francesco Redi 1650

Ma se il bere è un piacere
Che sarà poscia in bere in Artimino?
Signor Marchese mio non è possibile
I pregi raccontar di questo vino.
In un bicchier che par proprio una lucciola
Io lo tracanno e vo’ vederne il fondo
Se da quel fondo in fino al cuor mi sdrucciola
Io ho strappato tutto quanto il mondo.

E vo’ servire il mio padron cortese
Che in Artimin di nettare m’abbevera
E vuol ch’io beva a quel gentil arnese.
Il vino d’Artimino è un certo vino
Superbo, e che vuol essere obbedito
E chi n’assaggia un solo centellino
Nella cosa del bere egli è spedito
Ma di quel si puretto
si vendemmia in Artimino
vo’ trincarne più di un tino.

Ma se giara io prendo in mano
Di brillante Carmignano,
Così grato in se mi piove,
Ch’ambrosia e nettar non invidio a Giove,
Or questo che stillò dall’uve brune
Di vigne sassosissime toscane,
Bevi, Arianna e tien da lui lontane
Le chiomazzurre Najadi importune;
Che saria
Gran follia:
E bruttissimo peccato
Bevere il Carmignano quando è inacquato.

 

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